In questa sezione vengono presentate alcune brevi descrizioni dei termini più comuni utilizzati su questo sito e nel campo della visualizzazione a LED più in generale. Questa lista di termini e definizioni non ha alcun intento accademico ma più modestamente si propone di fare un po' di chiarezza nel complicato mondo dei display grafici a LED.
Speriamo che possa esservi utile.
Buona lettura!
L’angolo di visibilità di uno schermo è per convenzione l’angolo entro cui la luminosità del display si riduce al 50% della luminosità frontale. Per esempio, uno schermo con una luminosità di 6000 NIT se visto frontalmente (NIT =candele al m2) avrà un angolo di visibilità pari all’angolazione alla quale la sua luminosità è ridotta a 3000 NIT.
Vedi Lumen
Vedi CDM
CDM è l'acronimo di Candele per Metro quadrato (cd/m2), cioè l'unità di misura della luminosità (anche chiamata NIT negli Stati Uniti).
1 Candela è uguale ad 1 NIT (NIT deriva dal latino "nitere" ovvero "brillare").
La Candela misura quanta luce viene prodotta dalla sorgente luminosa.
La correzione Gamma è un sistema di gestione dell’immagine indispensabile quando si deve visualizzare in maniera accurata delle immagini su un qualsiasi tipo di schermo, dal televisore al monitor per PC, al maxi-schermo a LED. La correzione Gamma controlla e gestisce la brillantezza e la luminosità dell’intera immagine.
È il numero di LED orizzontali e verticali che compongono l’intero schermo. Per semplicità si può dire che la Risoluzione si riferisce al singolo modulo di 1 m2, mentre la Definizione si riferisce all’intero display una volta che i moduli sono stati assemblati.
Il plasma è un fenomeno noto in fisica già da molto tempo: si tratta di un gas che viene fortemente ionizzato (un atomo diventa ione quando riceve o cede un certo numero di elettroni) mediante l'aumento della temperatura o sottoponendolo a scariche elettriche.
In un televisore il problema principale è quello di disporre di una fonte di luce che crei le immagini. In un monitor al plasma una miscela di gas rari è contenuta tra due pannelli di vetro ricoperti da elettrodi metallici e da una sostanza fluorescente. Applicando una scarica elettrica agli elettrodi il gas si ionizza producendo appunto un plasma che emette luce ultravioletta.
Questa tecnologia permette di realizzare schermi Home Teather di dimensioni relative grandi, contenendo al contempo lo spessore dello schermo stesso contrariamente a quanto avviene per i tradizionali tubi catodici.
I display stand-alone funzionano come uno schermo collegato ad un videoregistratore, che trasmette tutto ciò che è pre-registrato sulla videocassetta. Una volta che sono state caricate le sequenze di immagini da visualizzare non hanno dunque bisogno di alcun PC di Controllo per funzionare. A differenza dei display grafici modulari quindi, questi apparecchi non sono in grado di trasmettere immagini e video in tempo reale.
È l’acronimo di Digital Visual Interface (ovvero Interfaccia Visiva Digitale) ed è un’interfaccia digitale standard creata dalla Digital Display Working Group. Lo standard DVI nasce per consentire il trasferimento di grandi quantità di dati video in formato digitale, indipendentemente dal tipo di monitor utilizzato.
È la differenza tra la luce emessa dallo schermo e la luce ambientale riflessa dalla superficie del display. Minore è la luce riflessa, più il contrasto è elevato e dunque la nitidezza delle immagini è maggiore.
La frequenza di aggiornamento indica il numero di volte che l’immagine viene aggiornata (“rinfrescata”) ogni secondo.
Vedi Correzione Gamma
È il grado di protezione contro l’umidità e la polvere. Viene identificato come “IP” acronimo di “Ingress Protection” (ovvero grado di protezione contro l’intrusione di materiali e agenti esterni).
È la distanza in millimetri tra i pixel. È una misura fondamentale in quanto determina la qualità dell’immagine visualizzata, la distanza minima di osservazione del display ed influisce notevolmente sul costo finale dell’apparecchio.
È l’acronimo di Light Emitting Diode (ovvero Diodo ad Emissione di Luce). Il LED è un semiconduttore che emette luce quando è attraversato da corrente elettrica. La luce emessa può essere di vari colori (Rosso, Verde, Blu, Ambra, Bianco…) e varia a seconda del materiale utilizzato.
E’ la distanza entro la quale le immagini trasmesse sullo schermo sono leggibili, ovvero riconoscibili chiaramente.
Sono le “sfumature” che ogni colore può avere. Nel campo della visualizzazione a LED vengono tenuti in considerazione i livelli di colore dei LED Rossi, Verdi e Blu cioè dei tre colori primari. Risulta ovvio che maggiori sono il numero di sfumature possibili, maggiore è la qualità e la naturalezza dell’immagine visualizzata.
Il Lumen è l'unità di misura della Brillanza. La brillanza o luminanza esprime il flusso luminoso emesso nell'unità di angolo solido e nella direzione da esso individuata. La brillanza si misura in lumen al metro quadro per steradiante, cioè in candele per metro quadro.
La luminanza è definita come il rapporto tra l'intensità luminosa emessa da una sorgente verso una superficie normale alla direzione del flusso e l'area della superficie stessa ed è misurata in candele per metro quadro (cd/m2). E' la grandezza che tende a valutare la sensazione luminosa ricevuta dall'occhio umano.
mCd è l'acronimo di millicandela (ovvero mCd = CD/1000).
1000 millicandele equivalgono ad 1 candela (CD).
E' l'unità di misura normalmente utilizzata per descrivere la luminosità dei LED. La Candela misura quanta luce viene prodotta dalla sorgente luminosa.
Vedi anche CDM (candele al metro quadro)
Vedi CDM
È il PC collegato direttamente al maxi-schermo che pilota e gestisce l’apparecchio. Può essere installato internamente oppure entro le vicinanze del display.
È un secondo PC collegato al PC di Controllo: si utilizza in ogni situazione in cui lo schermo sia in una posizione che impedisce o rende difficoltoso l’accesso diretto al PC di controllo (ad esempio in un’installazione a grande altezza). Questo PC Remoto comunica direttamente con il PC di Controllo e ne programma le impostazioni da trasmettere al display.
È il “punto luminoso” caratteristico di ogni apparecchiatura di visualizzazione a LED. Può essere composto da uno o più LED (alcuni modelli hanno un pixel composto da 36 LEDs).
Con la tecnologia "Plug and Play" un dispositivo può entrare in rete in modo dinamico, ottenere un indirizzo IP, mettere a disposizione le sue funzionalità e rilevare la presenza e le funzionalità di altri dispositivi, il tutto automaticamente e praticamente senza alcun intervento di configurazione da parte degli utenti o degli amministratori. I dispositivi e le periferiche possono, quindi, iniziare a comunicare direttamente fra loro, in maniera facile e veloce.
È uno schermo ideale per applicazioni temporanee quali concerti, eventi sportivi, show televisivi, sfilate, fiere e convegni. I display RENTAL adottano un particolare design meccanico studiato appositamente per garantire la leggerezza e la maneggevolezza dei moduli ma al contempo la robustezza e la solidità di una struttura sottoposta a frequenti montaggi e smontaggi.
È l’acronimo di Red, Green, Blue (ovvero Rosso, Verde, Blu). Ogni colore visibile dall’occhio umano è generato dalla mescolanza di queste tre tinte primarie nelle adeguate proporzioni.
È il numero di LED presenti su ogni m2. Ovviamente maggiore è il numero di LED, migliore è la qualità dell’immagine. E' importante notare che minore è l’interasse, maggiore è la risoluzione.
Vedi SMD Top Led
La tecnologia SMD è la nuova frontiera dell’elettronica: la vera e propria rivoluzione che questa tecnologia ha portato all’interno del settore della visualizzazione grafica, consiste nella miniaturizzazione di tutte le componenti elettroniche, LED inclusi. La componentistica SMD viene montata sulla superficie della scheda elettronica, senza aver bisogno di “attraversarla”.
È la prima accensione e messa in funzione dello schermo durante la quale un tecnico specializzato si reca sul luogo dell’installazione, per assicurarsi che tutti i collegamenti tra i moduli siano stati effettuati nel modo corretto, e procede con la prima accensione del tabellone.
È una tecnologia che permette di elaborare i video senza degradarne la qualità in maniera percettibile dall’occhio umano. Dopo questa elaborazione (chiamata Correzione Gamma) si possono visualizzare 65.000 livelli di colore per ognuno dei tre colori primari. Ciò significa che possono essere visualizzati 65.000 x 65.000 x 65.000 = 280 MILIARDI di colori totali.
È una grandezza di riferimento standard definita dalla CIE (Commissione Internazionale dell’Illuminazione) e viene misurata in gradi Kelvin (°K). La temperatura di colore necessaria per ottenere il Bianco Puro si aggira intorno ai 6000 °K.
Vedi SMD Top Led
Il termine tubo a raggi catodici, più comunemente tubo catodico o CRT (acronimo del termine inglese Cathode Ray Tube), indica la tecnologia comunemente usata per la visualizzazione nei monitor e nei televisori, che consiste nel convogliare ad hoc dei raggi catodici su di una superficie sensibile, che ricostruisce l'immagine visibile. La misura dei monitor CRT si effettua sulla diagonale dell'area visibile, in Pollici.
Attualmente la tecnologia del tubo catodico è destinata ad una progressiva obsolescenza in favore delle tecnologie al plasma e a cristalli liquidi, meno ingombranti, più parsimoniose nel consumo elettrico e con costi di produzione in continua discesa.
Maxi schermi a LED e monitor CRT sono completamente diversi sia per funzionamento che per tipo di applicazione.
Il Virtual Pixel è una tecnologia di gestione dell’immagine che consente di visualizzare le figure con una definizione superiore rispetto alla definizione fisica del display grazie ad una tecnica chiamata “interpolazione” dei pixel.
È la distanza entro la quale il display luminoso è in grado di attirare l’attenzione dell’occhio umano, anche se le immagini non sono perfettamente distinguibili. La “visibilità” di uno schermo è solitamente uguale al doppio della sua “leggibilità”.